LA RICERCA
Cancro, dal rene ai melanomi: ecco i bersagli dell'immunoterapia
Cancro, dal rene ai melanomi: ecco i bersagli dell'immunoterapia

Cresce a vista d'occhio l'elenco dei tumori che possono essere colpiti con l'immunoterapia, ossia con il nuovo approccio che disattiva i segnali con cui i tumori ingannano il sistema immunitario per crescere indisturbati: dal più aggressivo tumore della pelle, il melanoma, a quello del polmone, poi i tumori del seno, compresi quelli finora più resistenti alle cure, e ancora i tumori di testa e collo, vescica, rene e il linfoma di Hodgkin.

«Immunoterapia sconfiggerà i tumori entro il 2050». L'annuncio dei Nobel della Medicina

C'è entusiasmo, a Stoccolma, tra gli esperti che da almeno 30 anni sono convinti dell'efficacia di questo nuovo approccio, premiato quest'anno con il Nobel per la Medicina all'americano James P. Allison e al giapponese Tasuku Honjo. «L'assegnazione Nobel è stata la ciliegina sulla torta dopo tre decenni di attività che, nonostante i molti fallimenti, alla fine hanno portato a riconoscere l'immunoterpia come la quarta strategia per combattere il cancro», ha osservato il direttore del centro di Immuno-oncologia del policlinico di Siena, Michele Maio, nell'incontro sull'immunoterapia organizzato oggi a Stoccolma dalla Fondazione Roche e dall'azienda farmaceutica Roche nell'ambito della settimana dei Nobel. «Adesso - ha aggiunto Maio - la scommessa è individuare le aree in cui lavorare ne prossimo futuro per migliorare i risultati spettacolari finora ottenuti». Per questo le sperimentazioni si stanno moltiplicando in tutto il mondo, come ha rilevato oggi anche Allison nella sua conferenza Nobel. Le proteine scoperte da Allison e Honjo sono al centro di moltissime sperimentazioni, accanto a molte altre identificate in seguito, e le sperimentazioni procedono a 360 gradi.. Si deve inoltre studiare la possibilità di modificare le caratteristiche delle cellule tumorali, scoprire l'interfaccia che permette loro di comunicare con il sistema immunitario, e di selezionare in anticipo i tumori che hanno le caratteristiche giuste per rispondere alle cure. «Si continuerà a sperimentare per i prossimi dieci anni. La storia - ha concluso Maio - è appena cominciata».

Venerdì 7 Dicembre 2018, 15:27
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staibene.it